arte

Valori di Continuità 2010-2011

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Presenta:

Valori di Continuità 2010-2011

Inaugurazione: sabato 11 dicembre 2010 dalle ore 17.30

11 dicembre 2010 – 18 gennaio 2011

“Valori di continuità” è una manifestazione artistica collettiva, a cadenza periodica, che la galleria Mentana di Firenze organizza da tanti anni e vuole essere un riconoscimento del lavoro per la divulgazione dell’arte. In quest’occasione ciascun artista presenta alcune sue opere rilevanti, che siano esplicative del loro personale modo d’intendere l’arte.

Un variegato incontro di mondi che si confrontano, che sintetizzano la vita e l’impegno per il riconoscimento di un’idea dell’arte. Pittori, scultori che interpretano il loro pensiero sintetizzandolo in dipinti e sculture di grande significato. Una mostra che presenta l’intimo mondo di ciascuno, fatto di turbamenti, gioie e ansie: che si manifesta in colori, forme e sensazioni.

Valori di Continuità 2010-2011” è per la galleria d’arte Mentana, la Direttrice e il suo Staff, anche, un’occasione per salutare gli artisti e gli estimatori d’arte che La frequentano con un brindisi di auguri. Federica Murgia


Artisti partecipanti:

 

Marialuisa Sabato

Franco Lastraioli

Clara PolvanI

Vivien Schimidt

Luigi De Giovanni

Dr.George

Marcello Franceschini

Rosario Bellante

Anna Luisa Roma

BIANCA VIVARELLI

ANNIE GHERI

Angele Audibert Beltramo

Ida Coppini

Francesca Coli

Roberto Lucato

Patrizia Voltolini

Adriana Zampieri CalaNDrino

Mario Schifano

Monica Pignat

Liviana Poropat

GIAMPAOLO TALANI

Salvatore Magazzini

SERGIO BENVENUTI
JOHANNA ORAS

 

Galleria D’Arte Mentana

Piazza Mentana, 2 – 3 – 4r.
50122 – Firenze

tel./fax +39 (0)55 211985

E.mail: galleriamentana@galleriamentana.it

http://www.galleriamentana.it/

Orario di apertura al pubblico

Oraio invernale: 11 – 13, 16.30 – 19.30

Chiuso Lunedì mattina e Domenica

Domenica su appuntamento cell. 335 1207156

 

 

dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Galleria d’arte “LA BACHECA”

Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari


Presenta

LUIGI DE GIOVANNI

Titolo: Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Artista: Luigi De Giovanni

Data: dal 4 al 31 dicembre 2010

Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30

Orario: dalle 17.00 alle 20.00

Info: Tel.070 663396

e.mail: lidia@bachecarte.it

http://www.bachecarte.it/

www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d’origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d’adozione, a Cagliari.

Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio.

Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria “La Bacheca”, ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l’animo dell’artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele.

Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l’artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società.

I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d’estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d’arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all’immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell’immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia.

Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall’azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un’incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s’intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C’è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell’ignoto.

I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.

I paesaggi dell’animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.

I pensieri dell’artista s’intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.

Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l’urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito.

Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di “1968”, che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti.

Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.

E’, quindi, importante che questa, si faccia dopo, “paesaggiooltrepaesaggio” LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l’ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d’intendere l’arte. Federica Murgia

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Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Galleria d’arte “LA BACHECA”

Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari


Presenta

LUIGI DE GIOVANNI

Titolo: luigicagliari1.jpgDai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’animaluigicagliari.jpgIMG_9407.jpgIMG_9403.jpg

Artista: Luigi De Giovanni

Data: dal 4 al 31 dicembre 2010

Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30

Orario: dalle 17.00 alle 20.00

Info: Tel.070 663396

e.mail: lidia@bachecarte.it

http://www.bachecarte.it/

www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d’origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d’adozione, a Cagliari.

Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio.

Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria “La Bacheca”, ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l’animo dell’artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele.

Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l’artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società.

I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d’estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d’arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all’immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell’immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia.

Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall’azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un’incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s’intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C’è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell’ignoto.

I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.

I paesaggi dell’animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.

I pensieri dell’artista s’intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.

Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l’urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito.

Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di “1968”, che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti.

Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.

E’, quindi, importante che questa, si faccia dopo, “paesaggiooltrepaesaggio” LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l’ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d’intendere l’arte. Federica Murgia

 

Andare oltre il paesaggio

 

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Luigi De Giovanni

Il ritorno di un artista alla sua terra d’origine è una ricomposizione di un essere che, benché spesso lontano, trova, lì, il suo spirito, la sua interezza.  E’ ciò che capita a Luigi De Giovanni ogniqualvolta fa ritorno nel suo Salento: a Specchia.  Qui dipinge il paesaggio, accarezzandolo idealmente sulla tela, con pennellate che inseguono le asperità, i contorcimenti, le luci di un luogo mai dimenticato. Ripensa alla Sardegna, per lui terra dei misteri e d’ispirazione, per ritrovarsi in un gioco di memorie e di parallelismi cromatici che intersecano lo spirito.

Nelle opere di questo artista l’Io e  l’Es  si manifestano in segni e colori rubati alla natura e suggeriti dal genius loci.

Paesaggiooltrepaesaggio è il titolo del ciclo di mostre, che hanno preso il via il giorno 09 ottobre a Lecce, per proseguire a Lucugnano e a Specchia, che narrano il percorso di una ricerca continua, spirituale e stilistica, di essenze, anche inanimate, che caratterizzano i luoghi. Il titolo di questi eventi porta a porsi, nell’analisi delle sue opere, come ricercatori di significati, sia nei gesti che hanno originato le pennellate che nel concento dei colori, non sempre armonici. Le scudisciate veloci di pennello, i colpi intensi, che si fanno leggerissimi inseguendo il suo animo, si materializzano nell’interpretazione di paesaggi, dove le asprezze dell’enigmatica Sardegna si ritrovano nelle pietraie e negli antichi contorcimenti dei tronchi degli ulivi salentini. Nella mostra della bellissima Galleria Bernardini di Lecce è il paesaggio che racconta, mentre nella Casa Comi di Lucugnano, dove ancora si respira la cultura e il tempo passato, parlano i fiori, vita delle nature morte. Sono i fiori che declinano i tempi della vita. Le aspettative tradite di chi nato nella speranza di una gioia senza fine e si ritrova a fare i conti con il tramonto dell’esistere: la vecchiaia e la morte.

Nella piccola galleria Sutta Le Capanne Dellu Ripa c’è l’urlo dei jeans che, oltre il paesaggio, sono simbolo di sacrifici, ribellione: di un’epoca che ha cambiato i modi di pensare… i modi di vivere. I jeans sono paesaggi dell’animo che raccontano il lavoro ma evocano la contestazione sessantottina: dove si ode ancora l’urlo tumultuoso delle piazze in rivolta. Sono uno status simbolo di una società che finge d’averli usati e strappati indossandoli, solo, dopo averli artefattamente logorati.

Questo ciclo di esposizioni mettono in luce il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che lo ha accolto, nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che poteva trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si sofferma sui jeans, indumenti che hanno significato una rivoluzione non solo di costume, presenta il suo modo d’intendere l’arte in tre mostre che vogliono essere percorso del suo animo, delle sue angosce, del suo modo di percepire la natura e la società. Federica Murgia

 

Con il patrocinio di:

AMACI: ASSOCIAZIONE MUSEI ARTE CONTEMPORANEA

9 ottobre 2010: Giornata del Contemporaneo Sesta edizione

PROVINCIA DI LECCE COMUNE DI SPECCHIA LECCE

Spazio Espositivo: Galleria Bernardini – (ex Convitto Palmieri) Lecce

Titolo: paesaggiooltrepaesaggio

Vernissage: 9 ottobre 2010 ore 18.00

Intervengono:

Simona Manca Vicepresidente Provincia di Lecce e Ass. alla Cultura

Antonio Biasco Sindaco di Specchia

Testo a cura di: Maurizio Nocera

22 Ottobre 2010

Laboratorio con il maestro Luigi De Giovanni sul paesaggio nell’arte contemporanea rivolto ai bambini e ragazzi della città di Lecce

Chiusura: 23 ottobre 2010

 

Spazio espositivo: CASA COMI (Lucugnano)

14 ottobre ore 17.30 dibattito

L’arte contemporanea del 900 nel Salento

Interventi: Alessandro Laporta  – Maurizio Nocera

Apertura della mostra

“La poetica dei fiori” di Luigi De Giovanni

Vernissage 14 ottobre ore 19,30

Interviene Simona Manca Vicepresidente Provincia di Lecce e Ass. alla Cultura

14-23 ottobre 2010

SPECCHIA

Jeans: le visioni pittoriche di Luigi de Giovanni

15/23 ottobre

Capanne dellu Ripa a Specchia

15 ottobre laboratorio con il maestro Luigi De Giovanni sul paesaggio e oltre nell’arte contemporanea rivolto ai bambini e ragazzi della città di Specchia

Sono previsti, in mattinata  itinerari guidati e in serata

visita della mostra allestita a Casa Comi (Lucugnano)