cagliari

ORIZZONTI CONTIGUI anche Luigi De Giovanni a Firenze

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GALLERIA D’ARTE MENTANA
Via della Mosca, 5r – FIRENZE
ORIZZONTI CONTIGUI
Rassegna di Arti visive Contemporanee 2018 – 2019
A cura di
Giovanna Laura Adreani, Art Director
OPENING
Galleria d’Arte Mentana
Venerdì 14 Dicembre dalle ore 18.00
OPENING
Borghese Palace Art Hotel
Sabato 15 Dicembre dalle ore 19.00
ORIZZONTI CONTIGUI è il titolo della rassegna che verrà allestita nella città di Firenze nel periodo Natalizio. La mostra si estenderà su due prestigiosi spazi espositivi che, pur differenti tra loro, sotto il profilo della finalità, riescono a dialogare in nome dell’arte.
La storica Galleria d’Arte Mentana e il prestigioso Borghese Palace Art Hotel, struttura ricettiva quattro stelle, in questa occasione ospiteranno opere di artisti internazionali attentamente selezionati.
In questo modo il tempo e lo spazio si dilatano all’infinito inseguendo pensieri, colori e forme che, in fughe metaforiche, riportano al dialogo, per condurre un viaggio interiore ad un percorso espositivo che descriva puntualmente le tendenze artistiche contemporanee. Il clima si fa suggestivo e i cambiamenti repentini riescono ad esaltare l’omogeneità spirituale dell’intento delle due esposizioni.
Giovanna Laura Adreani – Art Director
ARTISTI IN MOSTRA
Francesca Coli, Salvatore Magazzini, Bianca Vivarelli, Luigi De Giovanni, Julie Redivo, Rosario Bellante, Audrey Trani, Camilla Vavik Pedersen, Daria Gravilina, Carla Castaldo, Roberto Loreto, Wilma Mangani, Giampaolo Talani, Sergio Benvenuti, Salvatore Fiume, Mario Schifano, Riccardo Licata, Piero Dorazio, Ugo Nespolo, Emilio Tadini, Vittorio Tessaro, Antonio Corpora
Galleria d’Arte Mentana – Via della Mosca, 5r – Firenze
Borghese Palace Art Hotel – Via Ghibellina, 174r – Firenze
Telefono +39 055 211985 Fax + 39 055211985 – 335 Cell. + 39 3351207156
www .galleriamentana.it
galleriamentana@galleriamentana.it

Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni

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Evento organizzato in occasione della 14 Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI
Il silenzio della solitudine di Luigi De Giovanni
A cura di: Federica Murgia – e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa
Sutta le Capanne du Ripa Piazza del Popolo 21A e Studio 22 Piazza del Popolo 22 Specchia Lecce
Apertura Mostra:
13/10/2018 ore 10:00

L’evento è organizzato in occasione della 14 giornata del contemporaneo promossa da AMACI

e20cult – Sutta Le Capanne du Ripa

13 /25 ottobre 2018
Allestimento: Architetto Stefania Branca
Il silenzio della solitudine porta l’artista a riannodare i fili dei suoi pensieri per ancorarli nella memoria e farli riemergere nel momento creativo in climi che raccontano dialoghi interiori: angosce esistenziali o ricerca di sprazzi di aspettative che necessitano d’essere fissate per uscire dai tormenti. Grovigli di sensazioni s’incrociano in racconti che trovano le linee conduttrici in garze che, ricoprendo antichi intrecci di canapa o fili del ricordo, suturano le ferite del tempo che ha deluso i sogni. Per l’artista la ricerca dell’Io si fa urgente in pennellate e segni che vogliono ammantare lo smarrimento creato dagli eventi. Così i fogli si riempiono di filati e colori: di storie che sgorgano accavallandosi e saldandosi precipitosamente sino trovare la conclusione in una catarsi che porta Luigi De Giovanni a sprofondare nei meandri dei suoi turbamenti per ritrovarsi in sensazioni di pacato rasserenamento e di sottile gioia di vivere. I racconti si librano e i fogli prendono vita su stenditoi che attraversano lo spazio seguendo il ritmo di una brezza di speranza che va oltre il tempo per dare, finalmente, voce al silenzio della solitudine.
Attività collaterali
Alle ore 18:30 Reading poetico–letterario, degli autori de “Il Raggio Verde Edizioni, sul tema della solitudine.
Per informazioni
• Telefono: 329 2370646
• Email: lmfedeg@libero.it
• Sito Web: http://www.degiovanniluigi.com/

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OTTOMARZO 2018

FIRENZE

Piazza Mentana 2/3r – 50122(Fi)  Tel. +39.055.211984

www.galleriamentana.it – galleriamentana@galleriamentana.it

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OTTOMARZO 2018

OPENING: Giovedì 8 Marzo 2018 ore 18:00

La mostra sarà visitabile fino alle ore 13:00 del 20 Marzo 2018

 

Questa esposizione è un viaggio nello specifico mondo delle donne artiste, 

un mondo pieno di aspetti magici  che ci raccontano l’amore con il quale 

narrano il loro vivere  quotidiano in parallelo con la loro ricerca artistica.

Questa mostra è motivo di grande interesse culturale poiché si leggono 

attraverso le opere le loro sensibilità ,valori artistici e professionalità. 

Un sincero augurio e grazie di essere presenti.

Art Director, Giovanna Laura Adreani  

 

Artiste in Mostra:

 

LUCREZIA ANTENUCCI

ADRIANA ZAMPIERI CALADRINO

FRANCESCA COLI

BEATRICE COPPI

IDA COPPINI

ANNIE GHERI

LEDA GIANNONI

FRANCESCA GUETTA

MARGARET KARAPETIAN

JULIE REDIVO

LUISA  MEDAS

PAOLA  NERI

GLORIA PALLOTTA

MONSE PLA

CAMILLA VAVIK  PEDERSEN

PATRIZIA PEPÈ

ADRIANA SPATUZZA

AUDREY TRAINI

RAFFAELLA VERGOLINI

BIANCA VIVARELLI

 

ORARI

Dalle 11:00 alle 13:00 / dalle 16:30 alle 19:30

 

 

KIKUKO “Paesaggi immaginari”

GALLERIA D’ARTE MENTANA

Piazza Mentana 2/3r – 50122(Fi)  Tel. +39.055.211984

www.galleriamentana.it – galleriamentana@galleriamentana.it

Mostra Personale dell’ artista

 

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“Paesaggi immaginari”

OPENING

Giovedì 8 Marzo 2018  ore 18:00

ORARI

Dalle 11:00 alle 13:00 / dalle 16:30 alle 19:30

Domenica e lunedì mattina: chiuso

La mostra sarà visitabile fino alle ore 13:00 del 22 Marzo 2018

 

Un benvenuto all’artista KIKUKO che presenta le sue ultime opere presso la galleria  d’arte Mentana di Firenze.

L’artista, nelle tracce lasciate dal suo pennello, ci fa conoscere e amare la sua bella pittura piena di poesia e vivacità intellettuale.

L’artista cattura le cromie smaglianti e le traspone nei suoi paesaggi immaginari.        Art director , Giovanna Laura Adreani

Sono nata a Kyoto in Giappone.  Sia mio nonno  che mio padre erano pittori di stile tradizionale giapponese. Disegnando immagini nel loro atelier ogni giorno, decisi nella mia infanzia che anch’io sarei dovuta diventare una pittrice. In realtà il mio primo approccio alla pittura ad olio avvenne mentre ero alunna delle scuole  elementari. In seguito, ho studiato all’accademia

e ho lavorato duro in Giappone. Tuttavia, ho voluto vedere altri mondi, così sono andata a Parigi. Ho vissuto a Parigi e a Kyoto e ho lavorato a Parigi. Ho visitato l’Europa e ho capito quanto meravigliosi siano  l’Europa e il Giappone. Infine sono stata in grado di trovare una originale commistione tra la pittura occidentale e quella giapponese. Vorrei guardare alla natura con un sentimento sempre più dolce da ora in poi, e continuare ad imparare e disegnare sempre di più.

Sono lieta di annunciare che le mie opere sono esposte a Tokyo (Giappone), Parigi (Francia) e Firenze (Italia).

Ho esposto  in mostre in Giappone, al Salon d’Automne di Parigi ed in Francia.

Ho esposto alla Biennale di Firenze in Italia nel 2009; 2011; 2013; 2015; 2017.

Nella Biennale di Firenze 2009  ho vinto il  5 ° Premio per opere su carta.

Ho esposto in mostre personali in Giappone e a Parigi (Francia).

Mostra personale presso la galleria d’arte Mentana di Firenze nel 2017 e 2018.

 

 

KIKUKO

Pastose tracce di colore rincorrono le linee del paesaggio donando impressioni che danno significato a campiture che emergono negli accordi di orizzonti che si smorzano per diventare essenza narrativa. Nelle sue opere l’artista interagisce con la religiosità che è propria dei luoghi dove trova l’afflato e ne segna sinteticamente le cose in combinazioni di colore che coinvolgono in un’affascinante compenetrazione nella natura. La pittura di Kikuko Uda si manifesta in un racconto d’ideale pittorico che, trovando ispirazione negli scorci che lasciano intuire panorami amati e diventati, poi, profili vedute, lascia trasparire il suo animo immalinconito in introspezioni che danno valore a una solitudine ricercata come sintesi di vita. Nei suoi dipinti si stagliano i verdi incupiti, dove s’intravvedono tocchi di frutti di speranza che prendono forma in intensi rossi smorzati. I gialli rosseggianti pare attendano i toni grevi dell’autunno. Macchie coloristiche che emergono in campiture che mantengono tracce di contaminazioni cromatiche che sono quelle proprie, dei luoghi che si amano. Il tempo che scorre con i suoi ritmi costanti è nelle linee di nostalgia rappresentata dai presagi dei climi dell’imbrunire che paiono essere presenti in tutti i momenti pittorici dell’artista capace di rendere i luoghi, in forme segnate dai silenzi della natura, intrisi di spiritualità.

Federica Murgia

 

Pasty traces of color chase the lines of the landscape giving impressions that

give meaning to background paintings that emerge in the horizons of agree-

ments that breaks to become essence narrative. In her works the artist inte-

racts with the religiosity that is typical of the places where she finds the ins-

piration and it synthetically marks things in color combinations that involve

a fascinating intermingling in nature. The painting by Kikuko Uda is mani-

fested in a tale of pictorial ideal that, finding inspiration in glimpses that hint

beloved landscapes and become, then, views profiles, reveals his soul for-

lorn in insights that give value to a sought solitude as a synthesis of life. In

her paintings the green darkened stands out, where glimpsed hints of fruits

of hope that take shape in intense red muted. Yellow seems reddish await the

autumn heavy tones. Coloristic spots emerging in background paintings that

retain traces of chromatic contaminations that are own of the places you love.

The passing time with its constant pace is in the nostalgic li-

nes represented by omens of nightfall climates that seem to be pre-

sent in all the artist’s pictorial moments capable of making the pla-

ces, in forms marked by the silence of nature, imbued with spirituality.

 

Federica Murgia

 

 

Portraits of Pinocchio Audrey Traini

Portraits of Pinocchio Audrey Traini

1invito Audrey Traini 2invito Audrey Traini

GALLERIA D’ARTE MENTANA FIRENZE
Spazio A
presenta
a cura di Art Director: Giovanna Laura Adreani
Audrey Traini
Mostra personale dell’ artista
OPENING
Sabato 2 Dicembre 2017
ore 18.00
P.zza Mentana 2/3r – 50122(Fi) – Tel. +39.055.211985
www.galleriamentana.it – galleriamentana@galleriamentana.it
“Portraits of Pinocchio”
WWW.GALLERIAMENTANA.IT
Audrey Traini
Audrey Traini, Nata a Toronto,
Canada nel 1964.
Audrey Traini ha ricevuto una
intensa formazione che spazia
da Computer Graphics e Design
alle Belle Arti.
Nelle sue opere scopriamo una
unicitá che illumina e soddisfa
soggetti tanto differenti che
includono, la tradizione fiabesca, come pure la cultura
contemporanea rappresentata in modo originale nei
suoi lavori. Audrey si reca sovente in Europa per studia-
re i Grandi Maestri e le tecniche dei pittori del Rinasci-
mento; i suoi lavori richiedono grande preparazione
storica e buone conoscenze di architettura e prospetti-
va. Grazie all’uso delle tecniche dei Grandi Maestri e di
quelle offerte dalle palette contemporanee, ha riunito
ed armonizzato le due tradizioni. Audrey ha praticato
per molti anni Belle Arti e Computer Graphics applicate
al mondo del commercio e pubblicità; ha lasciato que-
ste attività da dodici anni per iniziare un nuovo cammi-
no con la sua grande passione ed amore che é la sua
arte pittorica. Non ha rimpianti e continua ad ampliare
la sua sfera del sapere ogni giorno.
Mostra personale dell’ artista
ORARI
La mostra resterà aperta al pubblico
fino al 12 Dicembre 2017
11:00 – 13.00 / 16.00 – 19.30
Domenica e Lunedì mattina chiuso
L’ ARTISTA AUDREY TRIANI È RAPPRESENTATA
PER L’ITALIA DALLA GALLERIA D’ARTE MENTANA
DI FIRENZE.

 

Le vie dell’arte

leviedell'arteGalleria Mentana – Firenze

P.zza Mentana 2/3 r – 50122 (Firenze)

tel. 055.211985 – Fax. 055.2697769

www.galleriamentana.it

galleriamentana@galleriamentana.it

 

Le vie dell’arte

 

Inaugurazione: Sabato 8 novembre 2014 ore 18.00

 

La storica galleria d’arte Mentana,opera nel cuore del centro storico di Firenze, nell’omonima piazza tra il Ponte Vecchio e la galleria degli Uffizi. Oltre ad interessarsi di artisti storicizzati, la galleria si occupa in particolare di promuovere e divulgare nuovi talenti dell’arte contemporanea.

art Director, Giovanna Laura Adreani

 

Interno Galleria

Artisti:

Carlo Guidetti – (ITALIA)  – Archeologia agricola – Digitale su pannello

Cornel Vana – (ROMANIA)  – Concerto, olio su tela.

Yasuyuki Saji  – (GIAPPONE) – Donna con abito rosso – Olio su cartone telato

Luciano Borin – (ITALIA) – Le amiche – Pastello su carta

Orario: 11.00/13.00 – 16.30/19.30

Domenica e lunedì mattina chiuso

Sabato mattina su appuntamento

la mostra sarà visitabile

fino al 30 novembre 2014

 

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Galleria d’arte “LA BACHECA” Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari
 La mostra personale di Luigi De Giovanni “Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima” è stata prorogata sino al 15 gennaio 2010

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Galleria d’arte “LA BACHECA”

Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari


Titolo: Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Artista: Luigi De Giovanni

Orario: dalle 17.00 alle 20.00

Info: Tel.070 663396

e.mail: lidia@bachecarte.it

arts@degiovanniluigi.com

http://www.bachecarte.it/

www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d’origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d’adozione, a Cagliari.

Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere e da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio.

Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria “La Bacheca”, ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l’animo dell’artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele.

Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l’artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società.

I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d’estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d’arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all’immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell’immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia.

Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall’azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un’incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s’intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C’è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell’ignoto.

I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.

I paesaggi dell’animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.

I pensieri dell’artista s’intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.

Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l’urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito.

Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di “1968”, che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti.

Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.

E’, quindi, importante che questa, si faccia dopo, “paesaggiooltrepaesaggio” LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l’ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d’intendere l’arte. Federica Murgia

 

articolo do mauro manunza su luigi de giovanni a cagliari

MOSTRE.
Luigi De Giovanni alla Bacheca di Cagliari: l’anima di un ex sessantottino racconta la selvaggia Barbagia di Seulo e la fine dell’utopia
Dipingendo (in jeans) la Sardegna
Lunedì 13 dicembre 2010

D
al raffinato barocco del Silento al naturale espressionismo della Barbagia di Seulo il passo non è breve. Soprattutto per Luigi De Giovanni, pittore che ama i ricchi ornati della sua terra natale, che dipinge preferibilmente i selvaggi angoli del centro Sardegna e che si rifiuta di salire in aereo: ragion per cui, i periodici trasferimenti tra le dolci alture pugliesi e i ripidi tacchi del meridione barbaricino si trasformano in avventura comunque irrinunciabile.
Da quanti anni sia diventato sardo, l’artista neppure si ricorda. La doppia cittadinanza è sua misura di vita, esattamente come la sovrapposizione dell’esprimersi artistico. Nato popista, si è via via inoltrato nelle trasparenze dell’atmosfera naturale, superando poi le strutture formali per evocare immagini e sensazioni attraverso coloratissime aggregazioni astratte. Si direbbe un tormentato percorso accademico-spirituale, una coerente maturazione di ricerca, se non fosse che tanto pendolarismo pittorico si rivela infine di natura circolare. Tutto infatti continua a convivere, replicandosi senza ripensamenti né abbandoni: i jeans incollati, le geometrie disarticolate, i colori cupi e il segno rabbioso, le rappresentazioni idealizzate, le allegrie cromatiche di fiori, gli alberi primaverili, gli inni alla natura, la disgregazione di equilibri cromatici, le macchie informi che negano la figura. Nato anarchico, De Giovanni se ne andrà testardamente anarchico.
Le apparenti contraddizioni di un artista così particolare sono ora in mostra alla Bacheca di Cagliari. La parte preponderante dell’allestimento (tutte opere di quest’anno, esposte sino alla fine di dicembre) è un omaggio alla spettacolare natura seulese: paesaggi ricchi di fitta vegetazione, grovigli di rami e foglie, vallate incorniciate da creste inaccessibili, pareti che precipitano nel verde, improvvisi bagliori di torrenti e cascate, rocce, antichi lecci, ciliegi in fiore, robusti noci, ombre e luci, frastagliati orizzonti che fra cielo e terra si combattono con delicate sfumature e violente tonalità. Chi va per trekking lungo le andalas di quel paradiso quasi inesplorato può riconoscere scorci di Perdabila, Taccorì, Perdaxinonpesada; e Genn ‘e Serra, dov’è la casa di Giorgio e Maria, il nido d’infanzia di Federica che è moglie del pittore.
Luigi e Federica vivono a Cagliari, ma dividono l’anno spostandosi tra Specchia, Seulo, il capoluogo sardo e i luoghi di allestimento delle mostre. Paesaggi verdi, alberi e cieli nascono barbaricini, mentre i fiori sono “nature vive” che si fanno ritrarre nella città vecchia, rione Villanova. I fiori di De Giovanni sono una continua esplosione di colori vibranti e rifrazioni solari; e sono anche un bignamino di correnti artistiche, offrendo passi che variano dal naturalismo all’impressionismo, dall’espressionismo all’astrattismo, a seconda dell’occasionale tensione dell’autore.
Tensione mai attenuata, sebbene delusa nel correre degli anni. De Giovanni era convinto sessantottino e tale un po’ è rimasto nel profondo. I suoi progetti di scenografia teatrale, quattro decenni fa, sono scuri. L’adesione al pop lo converte alla pittoscultura, perciò strappa pantaloni jeans e li trasforma in quadri materici visionari, animati di colori cupi e di parole che gridano malumore sociale: morte, distruzione, sos, caos, aiuto! Le sue “urla nel buio” denunciano la caduta delle speranze, la fine dell’utopia. Tanti giovani hanno urlato assieme a lui, poi la rabbia si è attenuata, l’epopea della contestazione si è disciolta nei mille rivoli della rassegnazione, dell’ottimismo, dell’adeguamento e dell’opportunità. Anche De Giovanni è cresciuto incontrando svolte positive, ma non ha abbandonato la protesta: ecco i jeans lacerati, incollati al telaio, spennellati e accomunati da due costanti: l’ossessiva scritta “68” e una selva di scale a pioli. Sono le scale dell’arrampicamento sociale di chi, secondo lui, ha “tradito” quella spinta giovanile. Però, a distanza di tanti anni, anche le scale dipinte da De Giovanni sono inserite in ambiente di soffice luce, forse segnale di chiarimento.
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dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Galleria d’arte “LA BACHECA”

Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari


Presenta

LUIGI DE GIOVANNI

Titolo: Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Artista: Luigi De Giovanni

Data: dal 4 al 31 dicembre 2010

Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30

Orario: dalle 17.00 alle 20.00

Info: Tel.070 663396

e.mail: lidia@bachecarte.it

http://www.bachecarte.it/

www.degiovanniluigi.com

Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d’origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d’adozione, a Cagliari.

Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio.

Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria “La Bacheca”, ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l’animo dell’artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele.

Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l’artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società.

I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d’estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d’arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all’immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell’immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia.

Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall’azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un’incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s’intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C’è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell’ignoto.

I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.

I paesaggi dell’animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.

I pensieri dell’artista s’intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.

Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l’urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito.

Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di “1968”, che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti.

Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.

E’, quindi, importante che questa, si faccia dopo, “paesaggiooltrepaesaggio” LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l’ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d’intendere l’arte. Federica Murgia

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Dai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’anima

Galleria d’arte “LA BACHECA”

Via Dei Pisani, 1 – 09124 Cagliari


Presenta

LUIGI DE GIOVANNI

Titolo: luigicagliari1.jpgDai paesaggi della Barbagia di Seulo ai paesaggi dell’animaluigicagliari.jpgIMG_9407.jpgIMG_9403.jpg

Artista: Luigi De Giovanni

Data: dal 4 al 31 dicembre 2010

Inaugurazione: sabato 4 dicembre ore 18.30

Orario: dalle 17.00 alle 20.00

Info: Tel.070 663396

e.mail: lidia@bachecarte.it

http://www.bachecarte.it/

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Luigi De Giovanni, dopo le mostre tenute a ottobre 2010 a Lecce, Lucugnano e Specchia, riguardanti il Salento, sua terra d’origine, presenta i suoi quadri, che prendono in considerazione la Barbagia di Seulo in Sardegna, sua terra d’adozione, a Cagliari.

Gli aspri territori della Barbagia di Seulo dai clivi boscosi, dai colori addolciti da un ambiente, anche umano, naturalmente accogliente, sono afflato delle sue opere che da questi luoghi è partito per dipingere paesaggi che conservassero la spiritualità del territorio.

Nella mostra, che verrà inaugurata il 4 dicembre alla galleria “La Bacheca”, ci saranno opere realizzate a Taccorì, Perdascinonpesada, Perdabila e dalla casa di Giorgio e Maria a Genneserra. Località di Seulo, che con i loro climi, sono state capaci di interloquire con l’animo dell’artista, sino a creare quel pathos leggibile nelle tele.

Nel concento di colori, nei segni, alcune volte bruschi, che seguono i profili sino a prenderne il messaggio del tempo, si trova l’artista con le sue angosce, le sue gioie, il suo modo di percepire la natura e la società.

I dipinti, dove le ombrose foreste dalle tinte digradanti sono scaldate da un contrasto d’estiva erba secca, dove gli scorci, che vanno di monte in monte, vengono interrotti dalla vegetazione più vicina che si presenta in grovigli d’arbusti, di foglie, di realtà prossima che lascia spazio all’immaginazione e alla scoperta di piccoli mondi, sintesi dell’immenso, suggeriscono una ricerca di vita coerente con la natura, dove tutto è armonia.

Le pennellate di rocce, in alcune parti levigate dal tempo in altre rese appuntite dall’azione delle intemperie, originano palcoscenici di meditati cromatismi riflessi sulle tele: diventate maestosi specchi di questo meraviglioso angolo di Sardegna.

I tacchi, dalla bassa vegetazione, che precipitano in pareti verticali che danno asilo a delle grandi varietà faunistiche e a un’incantevole vegetazione di lecci e macchia mediterranea, s’intuiscono negli orizzonti, spesso rosati. C’è una sensazione di vertiginosa compenetrazione che fa avvertire il baratro: minaccia incombente del vivere e inconscia paura dell’ignoto.

I boschi, che scendono nelle valli e nei burroni sino ai greti dei fiumi e dei tanti torrenti, sono diventati tavolozza dove un sapiente pennello ha attinto tracce di toni e di linee, solo alcune volte demarcate in modo netto, che hanno segnato magicamente un misterioso dialogo con la natura.

I paesaggi dell’animo di De Giovanni prendono forma portando il messaggio dei luoghi: il genius loci.

I pensieri dell’artista s’intuiscono nelle poesie delle tecniche a olio e ad acquerello ma diventano narrazione liberatoria nelle aggressive e disincantate tecniche miste, dove utilizza simbolici indumenti usati e materiali di rifiuto.

Le delusioni di chi sperò in una società più giusta sono impresse nei quadri di scalate sociali e con l’urlo dei Jeans che mostrano i sogni del sessantotto, tradito.

Ecco le lacerazioni, i gridi di aiuto, la ricerca di libertà, il ripetersi ossessivo di “1968”, che denunciano i tradimenti, gli arrampicamenti di scale metaforiche per arrivare al potere. In queste opere, dalle tinte forti e dalle poche linee date da violente scudisciate cromatiche che lasciano sulla tela dei solchi dolorosi e profondi, racconti di angosce e speranze, si avverte la delusione di un sognatore che non riesce ad accettare le ingiustizie, la prepotenza, la non coerenza con la natura. Il tempo è passato smorzando la forza dei sogni del 1968 e lasciando tracce di ceneri ancora bollenti.

Questa mostra diventa anche un dialogo fra le terre che lui ama.

E’, quindi, importante che questa, si faccia dopo, “paesaggiooltrepaesaggio” LECCE/LUCUGNANO/SPECCHIA, un ciclo di esposizioni, presentate da Maurizio Nocera. Diventate un modo per far conoscere il mondo dell’artista che, partendo dal paesaggio del Salento, terra d’origine, dal paesaggio enigmatico della Sardegna, terra che l’ha accolto nel suo peregrinare alla ricerca di una pace che può trovare solo in se stesso, indagando i fiori, nature morte che raccontano la vita, si è soffermato sui jeans, indumenti assorti a simbolo di una rivoluzione non solo di costume, ha presentato il suo modo d’intendere l’arte. Federica Murgia